CINQUE PAROLE-CHIAVE DELLA FILOSOFIA STOICA

 Per comprendere il pensiero degli Stoici, è necessario avere ben chiare alcune definizioni terminologiche. 

Ecco di seguito, come primo assaggio, cinque parole-chiave per lo Stoicismo, cinque termini greci che sintetizzano altrettanti concetti o "nuclei tematici" essenziali per comprendere la filosofia stoica. 

1) lògos (ragione): per gli Stoici è il principio razionale che governa il mondo e a cui l'uomo deve conformarsi. La ragione è la forza che garantisce l'armonia dell'uomo con sé stesso e con la natura.

2) physis (natura): è l'ordine razionale, perfetto e necessario del cosmo, un'entità immanente che per gli Stoici coincide con Dio. Per il saggio stoico vivere secondo natura significa vivere secondo ragione, ossia applicare la razionalità per vivere in modo conforme all'ordine razionale, perfetto, immutabile e necessario del cosmo (ossia all'ordine naturale), scegliendo le azioni più appropriate da compiere, per coltivare la virtù.

 3) Eudaimonìa (felicità): il termine greco, composto di due parole, "èu" (che significa "bene") e "daìmon" (ossia "demone", "spirito", o anche "sorte"), si può rendere come la condizione di chi può contare sulla bontà del proprio demone. E il dàimon, se buono (èu), guida il comportamento dell'uomo verso la realizzazione di sé. A questa etimologia fa riferimento Marco Aurelio (Pensieri, VII, 17) quando definisce la felicità come "demone buono o vita secondo demone buono". E aggiunge (Pensieri, III, 12): "Qualora tu mantenga puro il tuo demone, come se dovessi ormai restituirlo, ... allora avrai una buona vita".

4) Atàrassia (lett. "assenza di agitazione", tranquillità"): il saggio è imperturbabile, è in grado di dominare le sue passioni e di vivere in uno stato costante di equilibrio e di serenità interiore, senza lasciarsi travolgere dagli eventi, positivi o negativi, che gli capitano. Senza lasciarsi trascinare da eccessivi sbalzi d'umore, esaltandosi troppo per gli eventi fortunati o abbattendosi troppo per quelli avversi. L'ataràssia è quindi liberazione da tutte quelle pulsioni emotive che sono espressione di irrazionalità e impediscono all'uomo di raggiungere l'auto-controllo.

 5) Aretè (virtù): è un termine che in greco assume diverse sfumature di significato, che vanno dall'eccellenza sportiva, alla virtù morale, al valore militare. Per gli Stoici, la virtù (nelle sue quattro articolazioni “cardinali”: coraggio, temperanza, giustizia e saggezza) è un valore che il saggio può e deve raggiungere compiendo il proprio dovere e mettendo in pratica le discipline del “desiderio”, dell’ “azione” e dell’ “assenso”.

Ma della virtù stoica, delle modalità in cui si dispiega in relazione alle tre discipline stoiche e del modo in cui questo concetto si collega al carattere individuale, parleremo più avanti.

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